CAST - Centro per l'Analisi Storica del Territorio

Centro di Ricerca non più attivo

            

Il CAST opera nell’ambito della ricerca per la conoscenza del territorio a supporto dello sviluppo sostenibile, investendo la terza priorità strategica del POR 2007-2013: “la riqualificazione del territorio attraverso la valorizzazione dei sistemi culturali e il recupero delle aree urbane soggette a fenomeni di degrado”.

In generale, lo sforzo è quello di rileggere la storia attraverso coordinate aggiornate e in una prospettiva topografica e interdisciplinare. Aggiornate significa che tengono conto delle correnti più innovatrici della storiografia internazionale: dalla microstoria, alla nuova storia politica e culturale alla storia della cultura materiale. La prospettiva topografica è un modo di leggere le fonti, moderne e contemporanee, che cerca di situare le azioni nello spazio preciso in cui avvengono, per comprenderle alla luce delle categorie degli attori sociali. Interdisciplinare perché la prospettiva della storia locale richiede necessariamente il concorso di molteplici competenze. Alla storia si devono affiancare (almeno) la storia dell’arte, dell’architettura, l’ecologia storica e la storia della cultura materiale.

La consapevolezza che ciò che va percepito e compreso in una realtà non solo come quella alessandrina, ma piemontese e italiana in generale, non è il singolo oggetto di studio e di tutela, ma la “rete delle emergenze” le interrelazioni che mettono in comunicazione i diversi aspetti del patrimonio culturale locale. Uno strumento di questo genere è indispensabile per una “difesa attiva” del patrimonio, bisogna conoscere per poter spiegare ciò che si spera di trasmettere ai posteri.

Il centro è attivo nei seguenti ambiti di ricerca:

  • l’analisi della struttura territoriale e la storia degli insediamenti;
  • la lettura dell’infrastrutturazione storica e del sistema dei trasporti sia come sistema concreto di strutturazione degli insediamenti e dei loro rapporti, sia come sistema sociale di scambio e di organizzazione del commercio, dei consumi e della produzione;
  • il censimento e la catalogazione delle risorse territoriali. In quest’ambito si sono sviluppati metodi e strumenti innovativi per la lettura del territorio usualmente definito rurale, affrontandone la strutturazione e fondandola su una base storico-analitica e geografica a supporto di un rinnovato sistema della tutela e catalogazione e per una definizione aggiornata del patrimonio territoriale, anche in relazione alle politiche europee di heritage management;
  • la ridefinizione dell’archeologia industriale sulla base di una rilettura della continuità delle attività manifatturiere, sia sotto il profilo della strutturazione territoriale (sistema idrogeologico artificiale), sia sotto il profilo della concorrenzialità fra insediamenti e sistemi di signoria (ruoli territoriali), sia sotto il profilo dei prodotti, della loro storia e valorizzazione, sia sotto il profilo dell’uso attuale dei manufatti (terreno ed edificato);
  • l’identificazione e valorizzazione del patrimonio storico-ambientale come bene culturale: identificazione e ricostruzione delle pratiche sociali e culturali storiche o pregresse e relazioni con le pratiche locali di gestione/attivazione delle risorse ambientali, esplorando le modalità con cui le società hanno interagito con l'ecologia delle risorse ambientali (attraverso le tracce che si conservano negli archivi documentari, biostratigrafici, vegetazionali) e le modalità con cui questi processi agiscono oggi;
  • lo studio e la riqualificazione degli ambiti dell’insediamento agricolo, in particolare per le aree oggi sottoutilizzate: aree umide, aree pianeggianti storicamente destinate a prato, pascolo e alle colture cerealicole, investite da fenomeni di abbandono recente;
  • lo studio e la riqualificazione delle macro-strutture territoriali, in particolare del sistema delle fortificazioni e degli insediamenti militari, sulla base di un metodo di lavoro attento agli elementi archeologici (archeologia post-medievale), storici e sociali che hanno dato luogo alla guerra europea di Età moderna, fenomeno che caratterizza sistemi urbani e ambiti territoriali oggi sottoutilizzati o male utilizzati;
  • il censimento dell’architettura del moderno;
  • la costituzione di un centro di documentazione di storia territoriale nell’ambito del progetto culturale “Benedicta”.

Vedi in dettaglio le aree di ricerca, progetti, attività svolte.

Componenti del CAST

  • Angelo Torre (Presidente) 
  • Marco Battistoni 
  • Carlo Bertelli 
  • Giovanni Cerino Badone 
  • Roberta Cevasco 
  • Guido Franzinetti 
  • Luca Giana 
  • Cristina Giusso 
  • Gianluca Ivaldi 
  • Gelsomina Spione 
  • Monica Parola 
  • Vittorio Tigrino